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Io non c'entro niente con le Hogan contraffatte Civitanova, 13 luglio 2011 "Faccio l non so nulla di Hogan false e calzature". Endrio Mancini,hogan outlet l ed ex assessore montegranarese residente a Civitanova, ha respinto ogni accusa ieri mattina davanti al gip di Macerata Enrico Zampetti. Durante l di garanzia, durato circa tre ore, ha chiarito i suoi rapporti con gli altri indagati e illustrato la sua attivit professionale. "Per un periodo, sei anni fa, aveva avviato la produzione di tomaie in Moldavia spiega il suo difensore, l Massimo Di Bonaventura , ma con la contraffazione delle Hogan non ha mai avuto nulla a che fare. Di uno degli indagati, l di Penna San Giovanni Agostino Viola, amico fraterno, per questo si sentivano cos di frequente: tra loro non c rapporti di lavoro, ma un rapporto di amicizia profondo. In passato, Mancini ha anche ammesso di aver prestato dei soldi a Viola, somme tra i cinque e i diecimila euro, che poi Viola gli aveva sempre restituito; ma questi non erano finanziamenti alla sua attivit bens semplici favori in virt dei rapporti che ci sono tra loro. Tra l anche nelle intercettazioni si parla sempre e solo di la parola Hogan messa tra parentesi, perch nessuno la usa: non si parlava di Hogan contraffatte, perch non era quella l di Mancini, che proprio ultimamente sta seguendo una vendita molto importante e non ha necessit di dedicarsi ad altro". Per l assessore, finito agli arresti domiciliari in seguito all della Guardia di finanza,hogan outlet l Di Bonaventura ha gi depositato l al tribunale del riesame, per chiedere l della misura cautelare: nei prossimi giorni sar fissata l ad Ancona per discuterne. Una istanza sar presentata al gip di Ancona Lebboroni, sempre per chiedere che Mancini venga rimesso in libert Nel frattempo, anche Giuseppe Grisogani, 47 anni, imprenditore di Montegranaro coinvolto nell rientrato dalla Moldavia e si costituito alla Finanza. Il montegranarese, destinatario di una misura cautelare, stato dunque accompagnato nel carcere di Montacuto. Oggi per lui, difeso dall Igor Giostra, si terr l di garanzia.
News e Aggiornamenti

News del 02/04/2013

Traffico internazionale di false Hogan Fermo, 6 luglio 2011 Si conclusa questa mattina l 'Olympia 3000' che ha visto impegnati i militari del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona. Un partita da un di polizia giudiziaria, diretta dal sostituto procuratore Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Ancona, Giovanna Lebboroni, che ha stroncato un sodalizio criminale con basi operative nelle Marche, in Campania e all (Moldavia e Marocco), responsabile della produzione e commercializzazione di calzature e componenti riportanti il marchio contraffatto della nota griffe i responsabili segnalati all giudiziaria coinvolte a vario titolo nell di cui 14 denunciate e 7 arrestate (5 marchigiani, un nordafricano e un campano), oltre a 50mila paia di scarpe consumate in frode, sequestrate nelle diverse fasi dell per un sequestro di oltre 2 milioni. La Guardia di finanza ha dunque scoperto un sodalizio che operava a livello transnazionale e che organizzava,scarpe hogan gestiva e curava tutte le fasi della catena produttiva della scarpa di marca: dalla stampa delle suole e di altri componenti nelle Marche, in 3 ditte distribuite nelle province di Fermo e Ascoli Piceno, al successivo assemblaggio in Campania dove veniva realizzato il prodotto finito e avviata la relativa distribuzione ai clienti dislocati su tutto il territorio nazionale: Campania, Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria, Liguria. Un che aveva impiantato anche fabbriche in Moldavia, per la contraffazione di calzature destinate esclusivamente al mercato marchigiano Le indagini che hanno portato alla scoperta dell criminale sono scaturite dal sequestro, effettuato nel novembre 2009, da parte della Compagnia della Guardia di Finanza di Fermo, di un carico di suole contraffatte dirette in Campania, scortate da documenti di accompagnamento riportanti ditte inesistenti. Gli sviluppi operativi del Gico,scarpe hogan condotti anche con la collaborazione della polizia moldava, ha consentito di individuare 14 persone e di definirne, attraverso la ricostruzione del operandi i rispettivi ruoli. Una produzione alla quale hanno preso parte 7 aziende, di cui 3 con sede nelle Marche, una in Campania e 3 all dislocate in Moldavia e Marocco. Al fine di eludere i controlli l era solita spostare la produzione delle suole e i relativi stampi in laboratori diversi mai ufficialmente dichiarati, e in abitazioni private, concentrando la lavorazione nelle ore notturne. Il trasporto della merce contraffatta avveniva attraverso una rete di corrieri di fiducia che si muovevano utilizzando pullman di linea che effettuavano la tratta Moldavia Italia. Pur avendo subito numerosi sequestri, i responsabili delle contraffazioni si sono sempre riorganizzati spostando la produzione in posti ritenuti sicuri. Di recente, dopo il sequestro in Moldavia di circa 1.200 paia di calzature contraffatte avvenuto a settembre, i macchinari sono stati trasferiti in Marocco per l di una nuova linea di produzione. Le scarpe,scarpe hogan chiamate in gergo 'Boston', 'Capri', 'Barbie', erano di buona fattura e venivano vendute in a rivenditori all sia in Campania sia sull territorio nazionale, al prezzo di circa 30 35 euro al paio. Il prezzo finale di vendita oscillava tra i 60 e gli 80 euro mentre quello del mercato legale supera i 220. All hanno preso parte oltre 100 finanzieri.
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non c'entro con le Hogan contraffatte Montegranaro (Fermo), 13 luglio 2011 "FACCIO l non so nulla di Hogan false e calzature". Endrio Mancini, l ed ex assessore montegranarese residente a Civitanova, ha respinto ogni accusa ieri mattina davanti al gip di Macerata, Enrico Zampetti. Durante l di garanzia, durato circa tre ore, ha chiarito i suoi rapporti con gli altri indagati e illustrato la sua attivit professionale. "Per un periodo, sei anni fa,hogan aveva avviato la produzione di tomaie in Moldavia spiega il suo difensore, l Massimo Di Bonaventura ma con la contraffazione delle Hogan non ha mai avuto nulla a che fare. Di uno degli indagati, l di Penna San Giovanni Agostino Viola, amico fraterno, per questo si sentivano cos di frequente: tra loro non c rapporti di lavoro, ma un rapporto di amicizia profondo. In passato, Mancini ha anche ammesso di aver prestato dei soldi a Viola, somme tra i cinque e i diecimila euro, che poi Viola gli aveva sempre restituito; ma questi non erano finanziamenti alla sua attivit bens semplici favori in virt dei rapporti che ci sono tra loro. Tra l anche nelle intercettazioni si parla sempre e solo di la parola Hogan messa tra parentesi, perch nessuno la usa: non si parlava di Hogan contraffatte, perch non era quella l di Mancini, che proprio ultimamente sta seguendo una vendita molto importante e non ha necessit di dedicarsi ad altro". PER L ASSESSORE,hogan finito agli arresti domiciliari in seguito all della Guardia di finanza, l Di Bonaventura ha gi depositato l al tribunale del riesame, per chiedere l della misura cautelare: nei prossimi giorni sar fissata l ad Ancona per discuterne. Una istanza sar presentata al gip di Ancona Lebboroni, sempre per chiedere che Mancini venga rimesso in libert frattempo, anche Giuseppe Grisogani, 47 anni, imprenditore di Montegranaro coinvolto nell rientrato dalla Moldavia e si costituito alla Finanza. Il montegranarese, destinatario di una misura cautelare, stato dunque accompagnato nel carcere di Montacuto. Oggi per lui, si terr l di garanzia.
 
   
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